Il blog contiene una raccolta di poesie e una antologia di racconti, fiabe e leggende dal 1995 al 2000, stampate nel 2001 presso la Tipolitografia Rossetti di Fontanellato, oltre a testi teatrali la cui libera rappresentazione è vincolata all'utilizzo senza scopo di lucro.
Opere selezionate
Opere selezionate
Roxan@ - Poesie in volo, raccolta dal 1995 al 2000
Utopia - Racconti e parole in libertà, antologia dal 1995 al 2000
Testi teatrali e fiabe: Prendete i bambini - L'Altro mondo possibile – Gli occhi di Frugolina
Anno 1993 - Lettura interpretativa tratta dal testo teatrale “Il Gioco” in occasione del concorso “Donne sull'orlo” a cura della Scuola Regionale di Teatro del Veneto.
Anno 1994 - Rappresentazione a Padova del testo “Prendete i bambini” nell'ambito della rassegna teatrale “Donne sull'orlo”.
Anno 1996 - Menzione speciale per la fiaba “Gli occhi di Frugolina” Concorso Europeo Omero al Salone del Libro di Torino.
venerdì 1 agosto 2014
Ali
martedì 1 luglio 2014
Utopia
domenica 1 giugno 2014
Ho bisogno
Di cacciarti dal mio letto nelle sere d'inverno.
Di salire le scale e di sapere che lì ti trovo.
Di prenderti di sorpresa mentre dormi.
Di consumarti a poco a poco.
Ho bisogno di viverti addosso.
giovedì 1 maggio 2014
Le tue mani
quando vomiterò parole di rabbia.
Voglio le tue mani a sostenermi il seno
quando il respiro si farà più affannoso.
Voglio le tue mani a cingermi i fianchi
quando chiuderemo il mondo fuori.
Voglio le tue impronte digitali sul mio cuore.
martedì 1 aprile 2014
Mamma
Non ricordo in quale scena.
È un invito una carezza
O un buffetto sulla guancia?
Dubito d’aver dormito insieme a te
Stupore risvegliarmi,
Il tuo pensiero accanto.
Taciturna tu dirmi chissà che,
Vorrai.
Nessun numero bizzarro da giocare.
Per capire,
Ho bisogno ancora
Di sognarti.
sabato 1 marzo 2014
La collana
Sono rari i mattini.
Fanne un filo e indossale.
Son perle di mare, non di fiume.
Se rotolano a terra puoi raccoglierle.
Ma riposte in uno scrigno, muoiono.
Per fermaglio la tua anima d'argento.
Stille di cuore per rubini.
La collana di perle è mia madre.
Te la lascio in eredità.
sabato 1 febbraio 2014
Roxan@ poesie in volo - Postfazione
Poesie che sanno di amore, di rabbia, di lotte ed emozioni; bastarde e randagie per chi esce di tana nel giorno a rosicare libertà alla vita, da condividere in una notte complice di abbraccio col mondo.
Perché nonostante tutto al di là di ogni tempo, luogo e spazio, si ama.
È il racconto del mondo degli affetti: i miei figli, la madre, le voci delle donne, i compagni di viaggio; è il diario della fatica del vivere, versi quotidiani, sussurrati o gridati con rabbia e con amore.
Molti dei miei scritti si trovano anche in Rete: vi ho incontrato solitudini, storie, e persone bellissime; essenze disperse ma mai dimenticate, o presenze amiche alle quali va il mio abbraccio.
Comunicare, le emozioni, la poesia, sono beni inestimabili.
Abbiamone cura.
Libertà è guardare negli occhi di un bambino
mercoledì 1 gennaio 2014
Utopia parole in libertà - Prologo
domenica 1 dicembre 2013
L'uomo che avrei voluto essere
"Componimento: 10 e lode. La maestra”.
venerdì 1 novembre 2013
Ufficio oggetti smarriti
E quante parole aveva scritto.
E quanti chilometri aveva percorso.
E quanti nomi aveva scordato.
Un giorno uguale agli altri, in cui aveva perduto donna, appunti, orario ferroviario e carta d'identità, si recò come d'abitudine all'ufficio Oggetti Smarriti.
Si stupì di non ritrovare l'anziana impiegata di sempre, figura ormai parentale.
Si rivolse alla giovane donna allo sportello:
“Scusi signorina, io dovrei rintracciare varie cose che come al solito, sbadato che sono, ho smarrito”.
Ma la nuova impiegata restava muta, imperturbabile.
“Scusi, dico a lei, mi sente? Avrei urgenza di riavere tutti i miei valori.”
La ragazza sempre zitta e immobile.
“Ma insomma, mi vuole dare ascolto?! Mi aiuta o no a ritrovare la mia roba?!”
La giovane donna gli mostrò un cartello: “Sono sordomuta”.
“Cavolo! Ma proprio a me doveva capitare una così?! E adesso che faccio? Ah sì ecco, e mo’ glielo scrivo!”
Si frugò nelle tasche per cercare una penna, ma ovviamente ritrovò solo l'accendino dato per disperso un mese prima. Purtroppo le penne erano le prime ad andarsene. Che tristezza. Allora gli venne in mente di far finta di scrivere, anche se l'esibizione in estemporanea lo faceva sentire un po’ cretino.
Ma la ragazza rimaneva imperterrita.
A questo punto, preso dal panico, mandò al diavolo tutte le sue inibizioni e si produsse in uno spettacolo di mimo. Patetico.
Coi gesti cominciò a imitare la sua donna, il libro che stava scrivendo, il treno che aveva perso, il momento fatale in cui allacciandosi le scarpe gli era caduto il portafoglio.
Lei non mosse un muscolo del viso.
Lui scoppiò a piangere.
Non gli venne porto nemmeno un modulo di reclamo per asciugarsi le lacrime.
Rassegnato e sconfitto dalla burocrazia, voltò per sempre le spalle all'ufficio Oggetti Smarriti.
E da quel giorno si dotò di un promemoria.




